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Crisi alimentare e nuovi giovani in agricoltura

A causa della guerra in ucraina vi è una crisi alimentare e i nuovi giovani come già detto ritornano in agricoltura.

La Regione Lombardia ha stanziato, (Crisi alimentare e nuovi giovani in agricoltura) nell’ambito del Programma di sviluppo rurale,

1,6 milioni di euro dedicati a progetti di informazione e promozione di prodotti e produzioni alimentari tipiche lombarde ,

tutelate da sistemi di qualità riconosciuti a livello comunitario o nazionale.

Il bando era rivolto a consorzi o associazioni di prodotti biologici, Consorzi di tutela dei prodotti e dei vini DOP e IGP,

Associazione di produttori di «Sistema di Qualità Nazionale zootecnica». 

 Soltanto per i due consorzi caseari che raccolgono anche decine di produttori della Bassa, le cifre sono considerevoli: il Consorzio per la tutela del formaggio Grana Padano ha incassato 238mila euro; il Consorzio tutela Taleggio circa 200mila.

Crescono di quasi il 3% in 5 anni le imprese agricole giovani in Lombardia, soprattutto per un totale di circa 3.400 aziende,

Consorzio Tutela Taleggio

con i titolari under 35 che hanno scelto di investire nella terra dalla coltivazione all’allevamento, dall’agriturismo alle vendite dirette fino all’economia green. 

Coldiretti Lombardia Paolo Carra dichiara:

“C’è sempre più interesse da parte dei giovani per il lavoro nelle campagne, dove possono esprimere la propria creatività e portare un contributo al Paese soprattutto in un momento come questo in cui per le speculazioni,

gli accaparramenti e i limiti alle esportazioni provocati dalla guerra in Ucraina è importante garantire l’approvvigionamento alimentare dei cittadini”

In conclusione Carlo Maria Recchia delegato Giovani Imprese Coldiretti Lombardia dichiara:

“Oltre ai giovani titolari di impresa Coldire nelle nostre campagne ci sono anche molti ragazzi e molte ragazze che ogni giorno lavorano nelle aziende agricole di famiglia affiancando genitori, fratelli e famigliari.

Occorre sostenere il loro impegno e la capacità dell’agricoltura italiana di continuare a offrire e creare opportunità occupazionali e di crescita professionale, investendo nella formazione e superando gli ostacoli burocratici”

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